Reconta è uno dei vini di punta della cantina Santa Maria La Palma di Alghero: un Alghero DOC Cagnulari Riserva, prodotto con tirature di quindicimila bottiglie dall’omonima uva autoctona logudorese e affinato in pregiati legni al fine di ottenere un rosso elegante e di grande struttura, differente dagli altri rossi della stessa tipologia commercializzati dalla cooperativa.
Nel nord Sardegna esistono diversi cagnulari di grande struttura, contraddistinti da periodi più o meno lunghi di maturazione in legno, che potrebbero fregiarsi dell’attributo “Riserva“: ma questo è possibile solo per quei vini imbottigliati sotto la denominazione Alghero DOC, che comprende sia il territorio di Alghero, sia quello dei comuni del Coros, territorio collinare immediatamente a sud di Sassari, di cui fa parte anche Usini, il comune da cui è partita la rinascita del cagnulari alla fine degli anni Ottanta, comunemente considerato la patria di questo vitigno.
Ma a ben osservare la scena enologica sarda, ci si rende conto che ben pochi sono i cagnulari che si fregiano della DOC: quasi tutti sono imbottigliati come IGT Isola dei Nuraghi Cagnulari – quasi che i produttori del Coros orgogliosamente rifiutassero la denominazione catalana – e perfino qualche produttore algherese, come Poderi Parpinello, preferisce apporre l’IGT anziché la DOC al proprio Kressia.
Aspetti produttivi del Reconta Santa Maria la Palma
Il vino Reconta Cagnulari nasce da un’attenta selezione di grappoli di cagnulari, prodotte da vigne allevate sui terreni calcareo argillosi nelle campagne di Usini, paese da cui è partita alla fine degli anni Ottanta la rinascita di questo vitigno. Qui il cagnulari beneficia del terreno, guadagnandone in mineralità, finezza e longevità, sia del clima. Le calde giornate estive, infatti, favoriscono negli acini l’arricchimento degli zuccheri e delle sostanze aromatiche, mentre le fresche serate fan sì che quste sostanze si fissino nelle bucce, favorendo la produzione di vini intensi ed espressivi dei tipici caratteri varietali del vitigno.
La vendemmia, solitamente, si ha durante l’ultima settimana di Settembre. Colti a mano e rapidamente trasportati in cantina, i grappoli sono avviati alla vinificazione in rosso. Si ha quindi la diraspatura e la pigiatura, ed il mosto ottenuto è lasciato a contatto con le bucce maceranti, in contenitori di acciaio inox, alla temperatura controllata di 24° C, per tre settimane. Completata questa fase, Reconta è trasferito in barrique di rovere francese di Allier e qui vi sosta per un periodo che può andare, a seconda dell’annata, dai dodici ai quattordici mesi, al fine di incrementare la propria struttura e la propria complessità e acquisire maggiore finezza e morbidezza.
Ultimata quest’ultima fase, un periodo di affinamento in bottiglia di due mesi ed il vino è pronto per essere messo in commercio.
La nostra analisi del vino
Reconta, una volta versato nel nostro calice, lo colma di uno spesso rosso rubino, scuro e dai riflessi accesi e violacei, quasi impenetrabile se non nell’orlo.
Il suo è un profilo olfattivo intenso, caratteristico ed elegante allo stesso tempo. I piccoli frutti neri, tra cui il mirtillo ed il cassis, maturi, in confettura e sottospirito, sono la colonna su cui vanno ad intrecciarsi tutte le altre sensazioni: quelle vanigliate e di cannella conferite dalla barrique, i tipici toni balsamici dei cagnulari di Usini, la fragranza di fiori rossi appassiti e in alcool, le sensazioni di macchia mediterranea.
In bocca, Reconta si dimostra un vino dal gusto intenso, dal corpo pieno, la cui suadente morbidezza viene, dopo qualche istante, messa in discussione da una piacevole freschezza, dalla fine sapidità frutto del territorio unico che lo ha generato, da tannini eleganti e serici, che allappano gentilmente il palato e lentamente sfumano, lasciando in bocca il gusto persistente dei frutti rossi di bosco, delle foglie di menta e delle spezie nobili.
Qualche suggerimento di abbinamento
Reconta è un rosso che al momento dell’aperitivo serviremo ai nostri ospiti accompagnandolo con dei salumi dal sapore intenso e speziato, come la finocchiona e il salame al pepe ed erbe fini, oppure a formaggi grassi, stagionati ed intensi, come Asiago DOP o Montasio DOP di ottima stagionatura.
A tavola, stapperemo il nostro Reconta in occasione di un primo intenso come i sedanini con le melanzane e pomodori alla siciliana, o il timballo siciliano di anelletti; oppure con secondi a base di pecora, come gli arrosticini abruzzesi o la pecora in umido, ricetta tipica sarda.













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